Concentrarsi significa lasciare qualcos’altro in sospeso

 

 

Per dedicarti a ciò che conta, devi lasciare altro in attesa. Anche quando sembra tutto urgente.

Ti siedi per lavorare a un progetto importante. Prima di iniziare controlli un messaggio, rispondi a un’email e sistemi una piccola questione rimasta aperta. Quando riapri il documento, è già passata mezz’ora. Hai fatto diverse cose, ma quella per cui ti eri seduto è ancora ferma.

È facile pensare di avere poca concentrazione. Eppure, in una situazione del genere, stai chiedendo alla tua attenzione qualcosa di contraddittorio: restare su un’attività mantenendosi disponibile per qualunque altra richiesta.

Concentrarsi comporta una rinuncia temporanea. Per scrivere, studiare o ascoltare davvero qualcuno, devi accettare che alcune cose rimangano in sospeso. Un messaggio può aspettare. Una nuova idea può essere annotata senza diventare immediatamente un altro progetto. Il fatto che qualcosa richiami la tua attenzione non gli dà automaticamente la precedenza.

La difficoltà è che le piccole incombenze possono offrire una soddisfazione immediata. Rispondi, risolvi, chiudi. Un lavoro complesso ti lascia invece nell’incertezza: magari non sai da dove partire o la prima soluzione non funziona. In quel momento controllare la posta può sembrare una scelta ragionevole, perché continui comunque a sentirti operativo.

Anche la chiarezza del compito conta. Se devi preparare una proposta, «lavorarci un po’» lascia aperte troppe possibilità. Definire il problema del cliente e abbozzare tre interventi ti offre un punto preciso verso cui tornare. Nel modello del flow, obiettivi chiari e riscontri su come procede l’attività contribuiscono al coinvolgimento. Non garantiscono una concentrazione perfetta, ma aiutano a dare una direzione al lavoro.

Quel compito ha però bisogno di spazio. Se ogni richiesta può interromperlo, dovrai sceglierlo nuovamente decine di volte. Un intervallo protetto, compatibile con le tue responsabilità, rende concreta la priorità che gli hai assegnato.

Puoi distrarti e riprendere senza trasformare l’interruzione in un giudizio su di te. Quello che conta è avere un’attività a cui tornare e concederle abbastanza continuità da poter avanzare. Per quel tratto di tempo, qualcosa resterà incompleto. È una conseguenza della scelta che hai fatto.

Una prova pratica

Scegli un risultato raggiungibile in trenta minuti e dedica quel tempo soltanto a quello. Annota le altre cose che ti vengono in mente e rimandale alla fine. Poi verifica che cosa sei riuscito a portare avanti.