Fantasia Creatività e Immaginazione

Creatori della nostra realtà

 

I frutti della creatività umana non sono mai stati così abbondanti come in questi tempi e la possibilità di dare vita a nuova realtà, grazie a nuove tecnologie e alla rapida diffusione delle informazioni, è oggi – almeno nei paesi tecnologicamente più avanzati –  a portata della maggior parte delle persone.

Ma cos’è davvero la creatività e perché è così importante?

L’idea che l’essere umano sia capace di dare vita a nuove realtà a partire da idee e pensieri che scaturiscono dall’invisibile, originati nel dominio della fantasia e dell’immaginazione, affascina da secoli filosofi e studiosi. Ogni atto creativo si manifesta a partire da un “suggerimento” proveniente da un luogo invisibile, un regno etereo, quello dell’immaginazione, dove forme-pensiero e immagini prendono vita. Questo processo, profondamente metafisico, intimo e personale, ma anche molto pratico e concreto, rappresenta l’essenza stessa dell’innovazione tecnologica, dell’espressione e dell’evoluzione umana.

Fin dai tempi più antichi, la creatività è considerata dono divino e l’essere creativi una caratteristica propria degli artisti: quel lampo di genio che trascende la comprensione ordinaria e illumina la mente dell’artista mediatore tra il mondo terreno e quello spirituale, interprete di verità e bellezza che superano la comprensione umana ordinaria.

Tuttavia è molto più interessante pensare a questa facoltà umana come ad un potere alla portata di tutti gli individui, acquisibile, che può essere allenato e che può influenzare diversi aspetti della vita quotidiana di ognuno di noi e avere addirittura un impatto importante sulla nostra comunità. 

Il processo creativo è infatti profondamente radicato nell’essenza stessa di ogni individuo e può essere considerato come il funzionamento alla base dell’essere umano. Si pensi solo al funzionamento della crescita del nostro organismo e al continuo rinnovarsi delle cellulare che costituiscono le varie parti di esso.

Un processo silenzioso ed autonomo alimentato da un codice che ne detta le regole e ne scandisce i tempi.

Questo potere, d’altra parte, permette ad ogni individuo di trasformare l’invisibile in visibile, plasmando la realtà esteriore e la materia a partire da un’intangibile idea o da un’effimera intuizione.

Estremizzando possiamo affermare che ogni elemento presente intorno a noi – escludendo per semplificare l’ambiente che chiamiamo Natura – sia un prodotto della creatività umana e quindi sviluppatosi a partire da un pensiero: dall’invisibile al visibile.

Ogni azione messa in atto dall’essere umano è un gesto creativo, ossia un’azione più o meno consapevole, svolta nell’ambito del reale e del tangibile, spinta da una forza invisibile e generata a partire da un’idea.

In questa visione quindi, la creatività si manifesta non solo nei grandi capolavori artistici e nelle grandi opere, ma può essere ritrovata e riconosciuta anche nelle più semplici azioni quotidiane. Ogni gesto e ogni risultato o conseguenza che questo porta con sé, per quanto semplice possa sembrare, è un’espressione della nostra capacità di pensare, immaginare e realizzare e quindi di creare.

La creatività va considerata piuttosto come un processo che come una dote. Un processo che può essere conscio o inconscio in cui diverse forze concorrono e che vede come risultato finale la modifica, in qualche misura, della realtà.

L’atto creativo, se pensiamo ad un individuo, non si limita all’avere o meglio al ricevere l’idea, ma si estende alla capacità – o alla volontà – del soggetto di portare all’esterno quell’immagine o quel pensiero e di sviluppare il processo fino al compimento dell’opera immaginata.

Se pensiamo alla creatività come ad un processo fatto di step che si susseguono in un ordine preciso possiamo dire che il primo stadio di questo processo abbia proprio a che fare con l’immaginazione e quindi con la capacità umana di osservare e cogliere, dal laboratorio invisibile che è la mente, idee nuove ed originali.

Tale processo può in effetti essere paragonato al funzionamento di un algoritmo biologico complesso e dinamico, in grado di produrre nuovi dati a partire dalla combinazione di una serie di elementi esistenti.

Questi dati possono provenire dall’esterno come input ricevuti dalla percezione diretta della realtà tangibile oppure dall’interno come ricordi o suggestioni immaginifiche provenienti dal regno della fantasia. Mediante gli organi di senso infatti l’essere umano può carpire e raccogliere dati dal mondo a lui esterno, oppure esplorare attivamente o passivamente, grazie all’immaginazione, lo straordinario ambiente invisibile della fantasia.

All’interno di questo magazzino virtuale i dati vengono stoccati ma possono tuttavia mescolarsi tra loro per generare nuove forme pensiero.

La mente umana si nutre di stimoli, di esperienze e di suggestioni per dare vita a nuove idee e a nuova realtà. Queste a loro volta diventano il nutrimento per le successive fasi del processo, in un infinito e unico flusso creativo.